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Concerto per le Missioni
Vita Nostra 31 .10.2004
Grande pubblico a Oristano per il Coro polifonico “Maurizio Carta” Serata di beneficenza per le Missioni
di Piero Marongiu
“ Qui la guerra non è finita: si continua a scappare in campagna perché nel paese sparano all’impazzata … Quante vedove e orfani ci sono! E in quale miseria vive la gente.” Così scrive Suor Gemma Loi, di Ghilarza, Missionaria Saveriana a Luvunigi, Repubblica Democratica del Congo. Un appello accorato che non può essere ignorato, nella sua drammaticità, e così non è stato. La realtà di molti stati del continente Africano, purtroppo, è fatta di miseria, di violenza, di malattia e spesso di mancanza totale anche di farmaci spesso indispensabili alla sopravvivenza. Gran parte della popolazione non può accedere ai medicinali a causa del costo degli stessi. Migliaia di bambini muoiono di fame, mentre qui da noi si reclamizzano neanche i cibi per cani e gatti. Si compra di tutto, anche cose inutili , che dopo poco tempo vengono gettate via. Il 20% della popolazione mondiale consuma l’83% delle risorse disponibili, agli altri non rimane che qualche briciola. Più di due miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e circa un miliardo è analfabeta: tutto questo non è giusto. L’occidente ha speso circa 750 miliardi di dollari in armi, per sfamare e curare il mondo intero per un anno, ne basterebbero solo 13: tutto questo non è giusto, e la responsabilità del mancato sviluppo di quelle Nazioni, non si può attribuire soltanto ai loro governanti corrotti. Non possiamo ricercare alibi che mettano a tacere la nostra coscienza, sarebbe troppo facile girare la testa dall’altra parte, tanto a noi non riguarda. Siamo chiamati a fare la nostra parte, ognuno in relazione alle proprie possibilità, questo è quello che è avvenuto ad Oristano qualche sera fa. La solidarietà ha chiamato e l’arte ha risposto, e come sempre il connubio ha prodotto un risultato eccellente, fatto di buona musica, quella offerta gratuitamente dal Coro polifonico “Maurizio Carta” al numeroso pubblico accorso presso il salone di San Sebastiano, e di generosità, quella offerta dagli oristanesi intervenuti. Una serata veramente splendida e intensa, ricca di emozioni e significati profondi, che gli spettatori presenti hanno recepito in pieno nel suo significato contribuendo alla riuscita della serata. Un pubblico attento e competente, che ha ascoltato in silenzio, a tratti anche commosso, il ricco repertorio del Coro, molto ben diretto dal Maestro Salvatore Saba. I brani eseguiti sono stati quelli del repertorio tradizionale del nostro folclore, da Nanneddu meu a Su Perdonu, fino a Non poto reposare e Deus ti Salvet Maria. Brani densi di grande suggestione, mirabilmente eseguiti nella coralità, degna di menzione particolare la voce solista, melodiosa e intonata, coinvolgente e potente senza indecisioni. Altrettanto impeccabile è stata la direzione ad opera del Maestro Salvatore Saba, che durante l’esecuzione di alcuni brani è parso quasi rapito dall’armonia dei suoi cantori. Il tutto reso ancora più coinvolgente dalle letture intercalate ogni due brani, che ricordavano, senza sconti, il dramma terribile che vede protagonisti quegli esseri umani. Don Mario Cugusi, responsabile dell’Ufficio Missionario Diocesano, visibilmente contento della risposta entusiastica dei suoi parrocchiani e non , dice: “Queste manifestazioni di solidarietà ci gratificano e ci danno la forza di continuare nel nostro lavoro. Conosco molto bene la realtà di quella terra perché vi ho trascorso undici anni della mia vita. Vivevo in un villaggio e condividevo con loro ogni cosa, perfino la miseria, e vi posso assicurare che era veramente tanta. Proprio per questo motivo, sono ancora in contatto con molte missioni, pertanto quando c’è necessità cerchiamo di darci da fare, e questa è una di quelle occasioni. Infatti, da poco abbiamo ricevuto una lettera di aiuto da parte di una nostra Missionaria e ci siamo subito attivati, così è nata questa serata.” Vicino a Don Mario, il Presidente del Coro Maurizio Carta, Andrea Pinna, ascolta attentamente e annuisce, quindi intervenendo dice: “come si può rimanere indifferenti di fronte a tanta sofferenza? Penso che uno degli scopi della nostra associazione, oltre a divulgare le tradizioni folcloristiche della nostra terra, sia proprio quella di partecipare ad iniziative come questa promossa da Don Mario.Contribuire con la nostra arte a realizzare un progetto che aiuti ad alleviare le terribili condizioni di vita di quelle persone, ritengo sia un dovere”. Rimane da evidenziare ancora il grande cuore di quanti hanno reso possibile la serata e sottolineare che di fronte ai drammi del nostro tempo, l’unica risposta possibile è la solidarietà.
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Polifonico tradizionale sardo |
